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Indice di massa corporea: cos’è e come si calcola

Introduzione

La valutazione del peso viene solitamente effettuata salendo una bilancia, ma il valore che otteniamo dà solo una stima di quello che è il peso totale del corpo, senza tenere conto di tanti fattori che lo influenzano, come la massa muscolare, il volume osseo, l’altezza: in realtà, per capire se siamo o meno in forma dobbiamo sapere quanto grasso è presente nel nostro corpo, a prescindere dal peso. In questo caso torna molto utile conoscere il proprio indice di massa corporea.

Cos’è l’indice di massa corporea

L’indice di massa corporea, indicato con IMC o BMI, dall’inglese Body Mass Index, è un valore che rappresenta la stima di grasso presente nel corpo, mettendo in relazione il peso con l’altezza. Viene considerato uno strumento importante per la misura corretta del peso: non misura infatti direttamente il grasso corporeo, ma utilizza un’equazione per dare un valore approssimativo. L’IMC può anche aiutare a determinare se una persona presenta un peso sano o meno.

Un IMC troppo alto è sintomo di grasso in eccesso, mentre se è basso significa che vi è carenza (il grasso va bilanciato nel corpo, in quanto svolge diverse funzioni, tra cui quella di isolamento termico e di riserva energetica). Più alto è l’IMC di una persona, maggiore sono le probabilità che sviluppi pericolose patologie, come le malattie cardiache, il diabete, l’ipertensione. Un IMC molto basso, invece, può provocare problemi di salute vari, tra cui l’osteoporosi, la riduzione della funzione immunitaria e l’anemia.

Tuttavia, se da un lato l’indice di massa corporea è utile a stabilire il peso corretto, sia negli adulti che nei bambini, dall’altro presente alcuni limiti. L’indice di massa corporea può sovrastimare la quantità di grasso corporeo negli atleti e nelle persone con un fisico muscolarmente molto sviluppato. Così come, al contrario, lo sottostima nella persone con una ridotta massa muscolare.

Come calcolare l’indice di massa corporea

Partiamo con il dire che l’indice di massa corporea ci dice se siamo in salute o meno, utilizzando il rapporto tra pesa e altezza. Per controllare il proprio IMC si può far riferimento ad una tavola IMC o ad uno dei tanti calcolatori online.

In alternativa, è possibile calcolarlo anche da soli, seguendo queste istruzioni:

-          pesarsi correttamente: prendere il peso la mattina appena svegli, con stomaco e vescica vuoti, a piedi nudi.

-          Misurare l’altezza: spesso la nostra altezza è approssimativa perché basata su misurazioni non professionali, avvenute con schiena non eretta, indossando scarpe, ecc. Meglio ripetere tutto a casa, a piedi nudi, poggiando i talloni contro il muro. Posare un righello sulla testa schiacciando eventuali capelli e mettere un segno al di sotto. Prendere la misura con un metro.

Una volta in possesso di questi due dati, bisogna dividere il peso per l’altezza in metri; il risultato va diviso una seconda volta per l’altezza. Il numero finale rappresenta l’indice di massa corporea.

Una persona che pesa 80 Kg ed è alta 1,80 m, avrà come indice di massa corporea 80:1,8:1,8= 24,7 (kg/m2).

Secondo le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, un valore di IMC inferiore a 19 indica che si è probabilmente sottopeso, se il valore si attesta tra 19 e 24 allora si è in una situazione di normopeso, mentre tra 25 e 30 si parla di sovrappeso. Un IMC superiore a 30 è indice di obesità.

Tuttavia, come abbiamo accennato, la presenza di una importante massa muscolare può alterare il risultato.

Indice di massa corporea nei bambini

L’IMC viene interpretato diversamente per chi ha meno di 20 anni. Se la formula per determinare il valore è sempre la stessa, le implicazioni per bambini e adolescenti variano in base al sesso e all’età. La quantità di grasso corporeo cambia con l’età, inoltre le bambine tendono ad acquisire maggior grasso corporeo prima dei bambini.

Per questi motivi per il calcolo del grasso corporeo nei ragazzi e  nei bambini si fa riferimento a delle tabelle percentili, come quella di Cacciari nel panorama italiano, mentre a livello internazionale si è soliti prendere a modello i percentili di Cole, che vediamo di seguito (ogni percentile esprime il BMI di un bambino relativo agli altri della stessa età e genere):

sotto il 5° percentile è sottopeso

dal 5° all’85° percentile è nella norma

dall’85° al 95° percentile è sovrappeso

Oltre il 95° percentile è obeso.

Se il bambino rientra nel primo caso, ad esempio, significa che ha meno grasso corporeo del 5% dei bambini della sua stessa età e sesso.

Indice di massa corporea e salute

Le statistiche sono piuttosto chiare: un adulto su tre è in sovrappeso, uno su dieci è obeso, in totale circa il 45% della popolazione italiana maggiorenne presenta un eccesso ponderale. I dati non sono assolutamente confortanti per i più piccoli, visto che in Italia il 21% dei maschi e il  38% delle femmine è obeso o sovrappeso. Dati allarmanti, che ci pongono tra i peggiori di Europa. Il problema è dovuto ad un consumo sempre maggiore di bibite gassate e zuccherate e alimenti carichi di zuccheri e di conservanti, oltre ad un ridotta attività fisica.

Le persone acquistano peso come risultato di uno squilibrio energetico. Il corpo ha bisogno di un certo quantitativo di energia che ottiene dai cibi e questa energia si presenta in forma di calorie. Introdurre e consumare lo stesso numero di calorie permette di mantenere costante il peso corporeo, mentre se quelle in ingresso eccedono quelle bruciate, allora si inizia ad prendere peso. Al contrario, lo si perde.

Tuttavia, sono diversi i fattori che influenzano il peso: in primis la genetica (c’è chi mangia ciò che vuole senza prendere un etto), poi il tipo di alimenti (mangiare un Kg di verdure non è come mangiare un Kg di cioccolato) e la quantità di attività fisica svolta. Se il proprio IMC è alto, è importante abbassarlo per salvaguardare la salute. Valori alti di IMC comportano alcuni rischi, come lo sviluppo di problemi al cuore, ipertensione, osteoartrite, tumori.

In realtà studi recenti hanno messo in evidenza come sia il grasso corporeo, e non l’IMC, ad essere associato ad un alto rischio per la salute. È più importante quindi praticare attività fisica regolare, almeno tre volte la settimana, e mangiare cibi genuini, non lavorati.

Problemi legati ad un IMC basso

Così come un IMC alto può causare problemi di salute, lo stesso effetto sortisce un IMC basso. La carenza di grasso corporeo può infatti provocare:

-          osteoporosi

-          ridotta azione immunitaria

-          problemi al cuore

-          anemia

Chi soffre di questo disfunzione deve riferirsi ad uno specialista e non provare a prendere peso semplicemente mangiando di più: sono qualità e tipo di cibo, insieme alla giusta quantità, a fare la differenza.

IMC, grasso e muscoli

Uno dei problemi legati all’IMC è l’impossibilità di stabilire la differenza tra il peso derivante dal grasso e quello derivante dai muscoli. Questo significa che le persone dal fisico particolarmente muscoloso (giocatori di rubgy, bodybuilder e in genere chi pratica sport di potenza) avranno quasi sempre un IMC superiore a 25, nonostante non abbiano “un filo di grasso”  e siano in perfetta salute. Un buon metodo di differenziazione (benché empirico) consiste nella misurazione della circonferenza della vita.

Controllo della circonferenza della vita

Il modo migliore per avere un’idea circa il proprio stato di salute fisica è controllare il girovita. La misura deve partire a metà strada tra la parte finale dell’anca e la costola più bassa; va bene prendere come riferimento anche l’ombelico. Per gli uomini la misura ideale dovrebbe essere sotto i 90 cm, mentre per le donne inferiore agli 80 cm.

L’indice di massa corporea si basa solo sul rapporto tra peso e altezza di una persona, dimostrandosi in taluni casi una misura non accurata dell’effettivo contenuto di grasso, poiché non tiene conto della massa muscolare, della densità ossea, della composizione generale del corpo, delle differenze di sesso e di razza. Una tesi sostenuta dai ricercatori della Perelman School of Medicine dell’Università di Filadelfia.

Se si riuscissero a trovare degli strumenti per un’accurata misura dell’IMC, che tenesse conto di tutti i fattori sopra elencati, sarebbe possibile calcolare il reale peso ottimale per ogni individuo.

Ci sono anche ricerche che hanno dimostrato come alcuni pazienti obesi presentino un rischio minore di sviluppare problemi cardiaci rispetto a pazienti con un profilo IMC normale. Oppure, come riportato nello studio condotto presso l’University of Virginia di Charlottesville, i pazienti con IMC pari o inferiore a 23.1 presentavano un rischio di morte, entro 30 giorni da un’operazione chirurgica, due volte superiore rispetto a quelli che invece riportavano un valore uguale o maggiore di 35.3.

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